Aeroporto Palese, misteri e reticenze

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                       L’ampliamento dell’Aeroporto , misteri e reticenze

                           Ritorna dopo 6 anni lo spettro del Master Plan per Palese

 A Marzo 2014, il Governatore della regione Puglia Vendola si lamentava sui mass media per l’immobilismo della politica che bloccava lo sviluppo di in territorio. In sostanza più che la politica  era la Prefettura di Bari a non essere immediatamente accondiscendente ai diktat di Vendola che pretendeva da subito lo spostamento del CARA , il centro per i richiedenti asilo, dalla zona del vecchio aeroporto militare  non in altro luogo ma sempre in zona nei pressi della Cittadella della Guardia di Finanza. Vendola si lamentava perché il famigerato Master Plan 2022 non trovava piena attuazione per quanto riguardava lo spostamento di varie attività dall’aeroporto civile all’Area del vecchio aeroporto militare . Per questo per non perdere i finanziamenti di 29 milioni di euro  questi soldi furono dirottati all’Aeroporto di Grottaglie. “Non potevamo rischiare di tenere congelati fondi con il rischio di perderli – spiegava Vendola – la politica continua a non decidere sullo spostamento del Cara e quest’immobilismo frena lo sviluppo produttivo di un’area. Abbiamo sollecitato in tutti i modi il ministro, abbiamo anche offerto diverse alternative. Ma di fronte all’eventualità di dover rinunciare ai fondi, abbiamo deciso di potenziare Grottaglie”. Il Master Plan 2022   prevede il riordino dell’area ex militare situata a Est di Via Gabriele d’Annunzio, che è destinata ad accogliere i voli dell’aviazione generale e dell’Aeroclub, con una struttura aeroportuale provvista di pista (riconversione di quella già esistente), piazzali, edifici aeroportuali, hangar, sistema fognario, sistemi tecnologici e di gestione delle acque meteoriche. L’area sarà dotata di recinzione aeroportuale, varco doganale, parcheggio a raso interno, strada perimetrale interna ed infrastrutture di volo dedicate e sarà anche sistemata a verde un area per la mitigazione dell’impatto ambientale.Ciò permetterà di costituire una struttura indipendente dall’attuale Aeroporto Civile, con una via di collegamento tra le due aree operative che, in relazione alla fattibilità dell’interramento di via D’Annunzio, dovrebbe passare in sovrappasso, sopra la stessa. In sostanza potremmo avere un secondo aeroporto civile e quindi per Palese continuerà la brutta tradizione del doppio numero di infrastrutture: 2 ferrovie (FF.SS e Bari Nord), due statali (16 e 16 Bis) e dulcis in fundo due Aeroporti civili. Secondo molti cittadini del Quinto Municipio un fatto è certo, qualsiasi nuovo ampliamento comporterà ulteriori problemi di carattere ambientale al territorio, già penalizzato dai vari ampliamenti avvenuti nel tempo. Ampliamenti autorizzati dal Ministero dell’Ambiente, compreso l’ultimo, ma con prescrizioni stringenti che a volte non sono tate eseguite da Aeroporti di Puglia (Anno 1995 per esempio) a volte aggirate con relazioni ambientali di parte, di comodo ed ambigue. La stessa ARPA fonda i suoi pareri in materia di rumore per esempio sui dati rilevati da società private che agiscono per conto della società Aeroporti di Puglia . A fronte di questo enorme sacrificio che perdura da tempo in temi ambientali e sociali da parte delle comunità del Quinto Municipio a favore del Comune, Provincia e Regione  questi ultimi sono da tempo avari in termini di opere pubbliche da fare in questo territorio e  fra queste ad esempio il mancato interramento  di binari oppure le recenti intenzioni del Comune di Bari riguardo alle opere pubbliche  per il Quinto municipio forse le briciole in uno scenario di investimenti da tanti milioni di euro per altri municipi di Bari.. Per i lettori, proseguiremo on altri articoli sui tanti misteri e cose strane che hanno sempre accompagnato lo sviluppo dell’Aeroporto . Nel frattempo la Regione Puglia “Padrona della società Aeroporti di Puglia” dopo più di un anno non risponde all’interrogazione della consigliera Regionale M5S Laricchia che chiede i dati ufficiali (mai resi pubblici) in materia di inquinamento acustico e chimico-fisico e ambientali all’Aeroporto di Palese.

Gaetano Macina

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