04 Novembre Festa della Vittoria – L’uomo della bandiera

0

E’ settembre del  1917.  In  Europa imperversa  la Grande Guerra. Le potenze europee  si affrontano con inaudita  violenza a difesa delle proprie ragioni.  L’Italia e gli altri paesi belligerandi stanno  perdendo i loro migliori giovani. Nello stesso momento,  Marino De Lorenzo, un emigrante italiano originario dell’isola di Salina in Sicilia, cammina  per le strade di San Francisco. Egli è  Collector  per il giornale in lingua italiana  di  San Francisco “l’Italia”.  Per svolgere al meglio il proprio lavoro, Martino, percorre le strade di San Francisco alla ricerca di clienti ai quali vendere  l’abbonamento al suo giornale. Passa innumerevoli volte davanti al maestoso  edificio portuale del Ferry Building ubicato sull’estremità nord di Marcket  Street e spesso si  sofferma ad osservare le bianche scie create dai   bastimenti che lasciano il porto. Rinfrancato dallo spettacolo, Martino, si reca  nei pressi del grande  mercato di fiori situato al piano terra dell’edificio per salutare i compaesani. Marino, è un uomo metodico ed abitudinario e come tutte le sacrosante mattine osserva la torre dell’orologio del Ferry  del quale segue  per alcuni secondi il guizzo delle lancette con le quali sincronizza  il suo orologio. Quindi,  si assicura che la bandiera americana insieme a  quella inglese e a quella francese, situate sul tetto dell’ingresso principale dell’imbarcadero, sventolino  al loro posto.  La mattina del 7 settembre  però, proprio davanti al maestoso ingresso del  Ferry,  Marino, è colto da una serie di  insoliti pensieri che lo portano a realizzare una semplice  verità.  Martino,  si rende conto della silente ingiustizia  che  quotidianamente viene perpetrata nei confronti dell’Italia.   In effetti la bandiera italiana non sventola  insieme a quelle degli altri tre Paesi Alleati. Martino è incredulo! Egli si  chiede se  forse la bandiera italiana sia priva d’onore?  Si domanda se  i caduti italiani siano senza gloria?  E ancora, si chiede se le madri e le spose italiane non siano degne di piangere i loro figli e i loro sposi? Martino è furioso. Ed ecco venir  fuori il carattere caparbio e combattivo del siciliano il quale, nonostante  il mai sopito sentimento anti-italiano imperante nelle terre nel nuovo mondo e,  nonostante gli intoppi e le difficoltà create ad arte dai politici locali, vince la sua battaglia ed  ottiene l’autorizzazione ad issare  il tricolore italiano  insieme alle altre bandiere. Il direttore del Ferry,  infastidito, riluttante e con voluta pignoleria afferma, insofferente,  di non possedere una bandiera italiana e  consiglia a Marino di acquistarne una che sia: -” di ottima qualità e di 18 piedi per 9”.  La bella notizia circola prorompente nelle comunità italiane di San Francisco e immediatamente numerosi   giornali,  organizzazioni civiche,  parrocchie e semplici cittadini  si offrono  di aprire una   colletta per far fronte alla spesa di 40 dollari  per acquistare il Tricolore. Ma Marino, è contrario. La bandiera “dell’onore” l’avrebbe pagata solo lui e nessun altro. Infatti,  l’emigrante siciliano afferma che anche se la bandiera fosse costata  100 dollari non avrebbe permesso a nessuno di contribuire al suo pagamento. I giorni successivi, Martino, come suo  solito giunge nei pressi del Ferry Building ed osserva  la “sua bandiera”  sventolare orgogliosamente a fianco di quelle degli alleati.  Marino, con occhi lucidi di commozione, riesce solamente a proferire due parole: “E su!” e il suo  pensiero, ancora una volta, è rivolto  ai giovani caduti sul fronte italiano  ai quali quella bandiera ha reso  onore, giustizia e dignità.

“L’Italia”, San Francisco (California) – Monday, Septemper 09. 1917.

Valentini  Domenico per l’incudine

la redazione

Share.

Autore

Leave A Reply